13 domande…
… e le risposte di Communicanda, per chiarirsi le idee su che tipo di sito Vi occorre, su come lo realizzeremo, su richieste e aspettative, sui ritorni d'investimento.
Clicca su ciascuna domanda per visualizzare la risposta.
- Cosa vuol dire sito statico | cosa vuol dire sito dinamico?
Un sito statico viene realizzato inserendo in ciascuna pagina un contenuto che rimarrà lo stesso (fino all'aggiornamento, che dovrà essere effettuato manualmente, modificando, eliminando o aggiungendo nuovi elementi).
Un sito dinamico è un sito collegato ad un database. Piuttosto che realizzare ciascuna pagina, si provvede ad istanziare modelli di pagina, che verranno “popolati” dinamicamente dal contenuto, ovvero in risposta alle richieste|esigenze dell'utente. Ad esempio, un sito che contenga un catalogo di prodotti presenterà:
- elenco completo dei prodotti;
- scheda del singolo prodotto;
- opzionalmente, altri livelli di dettaglio.
- scheda del singolo prodotto;
Secondo questa logica, l'utente potrà cercare un prodotto secondo vari criteri, quali il codice, parole contenute nella descrizione del prodotto, la fascia di prezzo, ecc. Effettuando la ricerca, il database isolerà solo i prodotti che siano conformi ai criteri di ricerca. Verrà così presentato:
- elenco dei prodotti conformi ai criteri di ricerca (pagina cosiddetta "plurale");
- tutte le schede di ciascun singolo prodotto conforme ai criteri di ricerca (pagine cosiddette "singolari");
- opzionalmente, altri livelli di dettaglio.
- tutte le schede di ciascun singolo prodotto conforme ai criteri di ricerca (pagine cosiddette "singolari");
Applichiamo la stessa logica, per esempio, ad una agenzia di casting (cambiando i parametri: sesso dell'attore, età, caratteristiche drammatiche|brillanti, eccetera); varia il settore, la logica è sempre la stessa.
- elenco completo dei prodotti;
- Ho bisogno di un sito statico o dinamico?
Tipicamente, il sito statico è sufficiente a soddisfare le esigenze di chi:
- ha bisogno di un numero limitato di aggiornamenti;
- non ha bisogno di archiviare il contenuto non corrente (quando aggiorna, semplicemente lo sostituisce);
- non necessita di interattività con i propri utenti (ad esempio, non consente di effettuare ricerche sul proprio sito).
Per tutte le altre tipologie, è conveniente (anche economicamente) realizzare un sito dinamico.
- Una volta terminata la realizzazione, è possibile amministrare il proprio sito da soli?
Si, è possibile, se il sito realizzato dispone di un sistema di gestione del contenuto (d'ora in avanti, lo chiameremo CMS, o Content Management System). Questo strumento consente di inserire modifiche direttamente dal proprio browser internet, aggiungendo, modificando o cancellando il contenuto delle pagine. I costi di un CMS dipendono dalla complessità e dalla versatilità del sistema stesso. Communicanda realizza CMS utilizzabili sia su Mac che su PC. Basta entrare nell'area amministrazione con il proprio browser, e il gioco è fatto.
- Cosa sono gli standard web? Chi è il consorzio W3C?
Gli standard web sono una serie di regole cui attenersi nella programmazione di qualunque sito. Queste regole sono codificate e aggiornate dal Consorzio W3C, residente presso il CERN di Ginevra. La missione del Consorzio è quella di rendere possibile il pieno sviluppo delle potenzialità del media Web. Direttore del Consorzio è Tim Berners-Lee, considerato il padre del World Wide Web come oggi lo conosciamo.
- Quali sono i principi degli standard web?
Il principio cardine degli standard web è la produzione di documenti ben strutturati. che utilizzino gli elementi di pagina secondo la funzione per la quale sono stati creati. Per raggiungere una buona strutturazione, è necessario inoltre operare una separazione tra i seguenti livelli che compongono ciascuna pagina web:
- Il codice (X)HTML in quanto struttura; la formulazione del codice deve utilizzare ogni elemento in maniera semantica, ovvero per la funzione per la quale esso è stato concepito (vedi sopra);
- i Fogli Stile CSS (Cascading Style Sheet), in quanto essi forniscono la presentazione grafica della/e pagina/e di ciascun sito;
a questi due livelli principali, se ne affianca un terzo, ovvero
- il codice Javascript, che aggiunge interattività alle pagine, intervenendo sul DOM (Document Object Model; il modello di comportamento del browser web). Il codice Javascript deve essere non intrusivo, ovvero non deve forzare gli elementi della pagina a comportamenti non adeguati alla loro funzione, o struttura.
Gli analisti più autorevoli aggiungono a questa lista di elementi da tenere separati anche il livello de
- i dati, da raccogliersi in una base dati (vedi sezione esplicativa del sito dinamico).
- Quali sono i benefici degli standard web?
I benefici coincidono con le esigenze che hanno reso necessario lo sviluppo di questa serie di regole che chiamiamo gli standard Web:
- coerenza di resa (visualizzazione, prestazioni, funzionalità) su tutti i browser, e attraverso tutte le piattaforme; ove uno o più browser, per limitazioni proprietarie, non supportassero determinate caratteristiche, adottando gli standard web si otterrebbe una “degradazione gentile”, ovvero prestazioni, funzionalità e visualizzazioni non alterate per gli aspetti sostanziali;
- compatibilità all'indietro, ovvero sui browser obsoleti (anche sui browser versione 5.x), “degradazione gentile” sui browser versione 4.x (se la pagina è ben strutturata), e garanzia di compatibilità in avanti (almeno 5 anni, ma la tendenza in affermazione è di continuare nella direzione attualmente indicata), ovvero sui browser futuri;
- riduzione sensibile del peso delle pagine (fino all'85% del codice in meno, secondo alcuni analisti), che comporta l'abbattimento drastico dei tempi di caricamento;
- ulteriore ricaduta positiva, e importantissima, l'alta accessibilità dei documenti da parte degli utenti con abilità diverse (non vedenti e ipovedenti in primis);
- tutte queste caratteristiche rendono i siti ben strutturati anche più appetibili da parte dei motori di ricerca (il prossimo algoritmo di Google sarà strutturato, a detta degli osservatori più qualificati e delle fonti interne all'azienda, sempre più secondo criteri semantici.
- Cosa vuol dire produrre siti web semantici?
Molto semplicemente, realizzare pagine in cui ciascun elemento esprima la propria funzione all'interno del documento, ed evitare l'inserimento nel codice di elementi inutili (non strutturali) a fini esclusivamente di presentazione (il compito di produrre la presentazione grafica delle pagine spetta esclusivamente ai CSS, o Fogli Stile). L'esempio più classico di questo tipo di errori è l'utilizzo di tabelle, e immagini spaziatrici (indicando così la posizione, tramite l'ingombro fisico di tali elementi utilizzati impropriamente, all'interno del codice html) per l'impaginazione della pagina web, anche se questa prassi è tuttora la più utilizzata.
- Realizzando un sito secondo gli standard Web, dovrò rinunciare ad una presentazione di forte impatto?
Al contrario. Utilizzando gli standard web, si producono pagine più leggere (fino all'85% del peso in meno), consentendo un livello di dettaglio che non è conseguibile utilizzando tecniche obsolete e non conformi agli standard web.
- E… a proposito di Flash™?
Macromedia Flash™ è considerato, attualmente, uno degli standard per il Web. A patto che venga utilizzato con le modalità corrette (ad esempio, garantendo l'accessibilità). Communicanda, ad esempio, realizza progetti in Flash, ove ce ne sia l'indicazione. Pensiamo, peraltro, che negli ultimi anni il ricorso massiccio a questa fantastica tecnologia abbia avuto come controindicazione peggiore la proliferazione di una serie di prodotti privi di struttura, e di ciascuna delle caratteristiche sopra indicate come prassi di eccellenza (a discapito, soprattutto, dell'accessibilità). Come noi (e non è il solo) la pensa Jeffrey Zeldman, vero guru del web semantico, e lo dice a chiare lettere, proprio dal sito di Adobe | Macromedia.
- È possibile integrare elementi Flash all'interno di siti realizzati con gli standard Web?
Senza ombra di dubbio. Un esempio classico è la pubblicazione di banner pubblicitari animati all'interno di siti ricchi di contenuti (e realizzati in maniera semantica).
- Cosa utilizza Communicanda per produrre i propri siti web?
Solo:
- Linguaggio XHTML (programmato senza l'ausilio di editor visuali, per mantenere il totale controllo sulla struttura del documento);
- fogli stile CSS (idem);
- tecnologie database, e linguaggi lato server (asp, o php, a seconda delle esigenze del Cliente;
- Macromedia Flash, ove le esigenze del progetto lo richiedano, per la produzione di animazioni vettoriali.
- A Communicanda, come si effettua il controllo di qualità dei prodotti web da consegnare? Esiste un "bollino blu" del web?
Attraverso l'utilizzo degli strumenti di validazione (un "bollino blu", se volete) messi a disposizione dal W3C:
- XHTML Validator;
- CSS Validator;
- 508 validator (accessibilità per gli utenti diversamente abili).
A piè di pagina, su tutte le sezioni del sito sono presenti gli acronimi XHTML | CSS | 508, che consentono di verificare la validità del codice.
- Ma insomma, cos'è l'accessibilità, in fin dei conti?
Accessibilità vuol dire rendere tutti i contenuti del sito fruibili a tutte le categorie di utenti con abilità diverse, superando le disabilità sensoriali o motorie tramite esperienze, o prassi di utilizzo, alternative. Esempio di esperienza sostitutiva è la descrizione testuale di un'immagine per un ipovedente, che viene letta con voce naturale umana nel caso degli utenti con cecità totale; oppure, rendere possibile la navigazione di un sito tramite i tasti di accesso facile ad utenti che non possono utilizzare mouse e dispositivi di puntamento.
Come si è detto, un ulteriore vantaggio dell'accessibilità è l'incremento della visibilità sui motori di ricerca.
Se vi piace…
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